Da mezzo secolo la sicurezza
è il nostro mestiere.
Sistemi di sicurezza su misura
per aziende e abitazioni.
Domande frequenti
Da oltre 50 anni progettiamo e installiamo sistemi di sicurezza per case e aziende.
In questa pagina abbiamo raccolto le domande più frequenti per aiutarti a capire soluzioni, tempi e modalità di intervento.
Perché dovrei installare un impianto antintrusione?
Installare un impianto antintrusione è una scelta che va oltre la semplice protezione dei beni materiali, offrendo una combinazione di sicurezza reale e psicologica. Il vantaggio principale è la deterrenza: la sola presenza di una sirena esterna o di sensori visibili scoraggia molti malintenzionati, spingendoli a scegliere obiettivi più vulnerabili. Nel caso in cui il tentativo di furto avvenga, il sistema agisce come scudo tempestivo, mettendo in fuga il ladro grazie alla pressione sonora della sirena e allertandoti immediatamente tramite smartphone, permettendo così un intervento rapido delle forze dell'ordine o della vigilanza. Oltre a proteggere la casa quando è vuota, l'allarme garantisce sicurezza durante la notte grazie alla parzializzazione, che monitora perimetri e ingressi mentre dormi tranquillamente all'interno.
Esiste qualche agevolazione o bonus per un impianto antintrusione?
L'installazione di un impianto antintrusione nel 2026 è fortemente incentivata dal Bonus Sicurezza, un'agevolazione fiscale che permette di recuperare il 50% delle spese sostenute tramite una detrazione IRPEF ripartita in 10 quote annuali. Il bonus copre non solo l'acquisto dei componenti (centrali, sensori, telecamere), ma anche i costi di progettazione e manodopera, fino a un tetto massimo di spesa di 96.000 € per unità immobiliare. Per accedere a questo beneficio è fondamentale che i pagamenti vengano effettuati tramite bonifico parlante (indicando il riferimento normativo Art. 16-bis del DPR 917/1986). Oltre alla detrazione, è possibile beneficiare dell'IVA agevolata al 10% su una parte del valore dell'intervento e ottenere una riduzione del premio della polizza assicurativa sulla casa, poiché la presenza di un sistema d'allarme certificato riduce il profilo di rischio per le compagnie assicurative. In sintesi, grazie a questi incentivi, il costo reale dell'impianto viene dimezzato, rendendo la sicurezza domestica un investimento estremamente accessibile e vantaggioso.
Quanto costa installare un impianto antintrusione? E quanto tempo ci si impiega?
L'investimento per un impianto antintrusione non è un costo fisso, ma una soluzione su misura che si adatta alle specifiche vulnerabilità della tua casa e al livello di protezione che desideri raggiungere. Il valore finale dell'intervento è determinato principalmente dall'ampiezza della copertura e dalla tecnologia impiegata, con sistemi wireless di ultima generazione che offrono una componente hardware più avanzata rispetto ai sistemi cablati. Anche l'integrazione di servizi digitali, come la video-verifica o il controllo remoto tramite app, incide sulla configurazione finale. In termini di tempi, la nostra priorità è l'efficienza: un'installazione standard in appartamento può essere completata, incluso il collaudo e la formazione sull'uso del sistema, all'interno di una giornata lavorativa. Per progetti più articolati che richiedono il passaggio di cavi, l'intervento può estendersi a più giorni, garantendo sempre la massima pulizia e l'assenza di opere murarie invasive. Installare oggi è particolarmente vantaggioso non solo per la serenità della tua famiglia, ma anche per i benefici economici immediati come la detrazione fiscale del 50% e la possibilità di ottenere sconti sulla polizza assicurativa, trasformando la sicurezza in un vero e proprio investimento che accresce il valore del tuo immobile.
Quali dispositivi compongono un impianto antintrusione?
Un impianto antintrusione è un sistema integrato progettato per garantire la sicurezza di un ambiente attraverso la sinergia di diversi componenti, ognuno con un ruolo specifico. Il cuore pulsante del sistema è la centrale d'allarme, che riceve ed elabora le informazioni provenienti dai vari dispositivi; a questa si affiancano i sensori, che possono essere perimetrici (contatti magnetici per porte e finestre che rilevano l'apertura) o volumetrici (sensori di movimento PIR o a doppia tecnologia per monitorare gli spazi interni). Una volta rilevata un'anomalia, entrano in gioco i dispositivi di segnalazione, come le sirene (interne ed esterne) per il deterrente acustico e il combinatore telefonico per l'invio di avvisi remoti. La gestione quotidiana avviene tramite i dispositivi di comando, quali tastiere, telecomandi, chiavi elettroniche o moderne app per smartphone, mentre l'efficacia del sistema può essere potenziata da accessori come telecamere di videosorveglianza o sistemi nebbiogeni.
Posso gestire il mio impianto con un'applicazione?
Certamente, oggi la gestione tramite app per smartphone è diventata lo standard per quasi tutti i nuovi impianti e può essere aggiunta anche a molti sistemi datati tramite appositi moduli. Grazie a queste applicazioni, puoi armare o disarmare l'allarme da qualsiasi parte del mondo, ricevere notifiche push in tempo reale in caso di intrusione, manomissione o blackout, e monitorare lo stato di ogni singolo sensore (ad esempio per verificare se hai dimenticato una finestra aperta).
Quanti anni può durare un impianto antintrusione? Una volta installato, l'impianto ha bisogno di manutenzione?
Un impianto antintrusione ha una vita media complessiva che oscilla tra i 10 e i 15 anni, ma la sua durata effettiva è influenzata da diversi fattori. Sebbene la centrale possa restare operativa anche per 20 anni, i componenti periferici come i sensori tendono a perdere sensibilità o a subire l'usura dei materiali dopo un decennio, rendendo il sistema meno affidabile. A questo si aggiunge l'obsolescenza tecnologica: dopo circa 7-10 anni, l'evoluzione dei sistemi digitali e delle app di gestione rende spesso i vecchi modelli difficili da integrare o riparare per mancanza di ricambi. È fondamentale però distinguere la vita dell'impianto da quella dei consumabili: le batterie tampone devono essere sostituite obbligatoriamente ogni 2-4 anni per evitare malfunzionamenti, mentre la normativa CEI 79-3 suggerisce controlli periodici professionali ogni 6 mesi per garantire che l'intero sistema mantenga la sua efficacia nel tempo.
Posso collegare il mio impianto ad un istituto di vigilanza?
Certamente, collegare l'impianto a un istituto di vigilanza è un'operazione comune e consigliata per garantire un intervento tempestivo quando non puoi gestire l'allarme personalmente. Ad Arzignano e in tutta la provincia di Vicenza, i principali istituti offrono servizi di centrale operativa H24: quando il tuo sistema rileva un'intrusione, invia un segnale codificato (solitamente tramite protocollo digitale o rete 4G) alla loro centrale, dove operatori professionisti verificano l'allarme e inviano una pattuglia sul posto se necessario. Oltre agli istituti privati, puoi richiedere gratuitamente anche il collegamento alle Forze dell'Ordine (Carabinieri o Polizia), previa compilazione di un modulo specifico e verifica della conformità dell'impianto ai requisiti tecnici richiesti dalla legge.
Posso dare in gestione a voi un impianto esistente?
Certamente, come specialisti del settore possiamo occuparci della gestione e della manutenzione del tuo impianto esistente, ma è necessario effettuare prima un sopralluogo tecnico per verificarne lo stato e la compatibilità. Prendere in carico un impianto esistente significa per noi garantirti continuità di protezione e assistenza tecnica qualificata, assicurandoci che ogni componente rispetti ancora i necessari standard di sicurezza e affidabilità. Nel caso in cui alcuni componenti risultassero troppo obsoleti o non più sicuri, ti proporremo un piano di aggiornamento graduale per recuperare tutto ciò che è ancora funzionale, ottimizzando così il tuo investimento iniziale.
Il mio vecchio impianto non funziona più, posso mantenere alcuni componenti?
La possibilità di recuperare componenti dipende principalmente dalla tecnologia del vecchio sistema: se l'impianto è di tipo filare (con i cavi), puoi quasi certamente mantenere il cablaggio esistente, che rappresenta il valore maggiore in termini di installazione, oltre ai contatti magnetici di porte e finestre e, spesso, alla sirena esterna previa verifica elettrica. Al contrario, se l'impianto è wireless, il recupero è pressoché impossibile poiché i vecchi sensori utilizzano protocolli di comunicazione proprietari non compatibili con le nuove centrali. Per quanto riguarda i sensori volumetrici (quelli che rilevano il movimento), se hanno superato i 10 anni è caldamente consigliata la sostituzione, poiché le lenti tendono a degradarsi aumentando il rischio di falsi allarmi o di mancata rilevazione. In ogni caso, la centrale d'allarme va sempre sostituita per accedere alle moderne funzioni di gestione via app, ma esistono centrali ibride progettate appositamente per integrare i vecchi sensori filari con i nuovi dispositivi digitali.
In casa non ho predisposto nulla per un eventuale impianto antintrusione, posso installarlo lo stesso?
Certamente, la mancanza di predisposizione (tubi e cavi sottotraccia) non è più un ostacolo grazie ai moderni sistemi wireless (via radio) ad alta affidabilità. Questi impianti sono progettati specificamente per abitazioni già rifinite, poiché i componenti comunicano con la centrale tramite frequenze radio criptate e sono alimentati da batterie a lunga durata, evitando così qualsiasi opera muraria, polvere o passaggio di canaline esterne. I sistemi wireless attuali, come quelli proposti dai nostri fornitori Tecnoalarm, offrono prestazioni paragonabili ai sistemi cablati, includendo tecnologie anti-jamming che proteggono dai tentativi di oscuramento del segnale radio. Inoltre, l'installazione di un sistema wireless è estremamente rapida e permette di posizionare i sensori nei punti strategici più difficili da raggiungere con i cavi.
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